Come sapere di essere lesbica?

Orientamento sessuale: come capire di essere lesbica?

Se ti sei mai chiesta se sei lesbica, e probabilmente questo è anche il motivo per il quale stai leggendo questo articolo, troverai qui tutte le risposte!

Dal momento che viviamo in una società così “etero-centrica”, potresti essere stata scoraggiata dall’esplorare la tua intimità.

Questo accade perché c’è un’idea comune, ormai radicata, secondo la quale in base al genere… si debba necessariamente scegliere un’etichetta!

Tuttavia, anche se la sessualità può cambiare nel corso della vita (ed essere più complessa di quanto credi), tutto ciò serve a ben poco!

L’unica persona che può decidere se avere o meno un’etichetta, o di averne più di una, sei solo tu.

Qual è la definizione esatta di lesbica?

Su TikTok è #le$bean, #lez oppure #lgbt. Per il resto del mondo, è semplicemente “lesbica”.

E, come per tutte le altre categorie di identità sessuale, la definizione varia in base a chi si sta definendo!

Quella più accurata però, riporta che una lesbica è un “non uomo” che ama, frequenta e fa sesso con altri “non uomini”.

Questa spiegazione è forse la più esplicita ed inclusiva etichetta di genere che si possa dare per definire letteralmente il sostantivo lesbica…

Di solito però, quando si parla di una donna lesbica, ci si riferisce a chi ha un orientamento romantico e/o sessuale duraturo nei confronti delle donne.

Questo, vale anche per alcune persone non binarie.

Un mini glossario per fare chiarezza

  • Genere: definisce a livello psicologico se un individuo è maschio, femmina o androgino. Può indicare anche ciò che la società o la cultura definisce come “maschio” o “femmina”.
  • Orientamento sessuale: indica un’attrazione, duratura, innata o immutabile, a livello emozionale romantico o sessuale nei confronti di un altro individuo.
  • Identità di genere: è legata alla nostra esperienza interiore e a come definiamo il nostro genere, ma non al sesso. Inoltre, si riferisce a come ogni persona si definisce e/o si percepisce.

Coming out: alcune testimonianze più o meno famose

Le testimonianze personali o le storie di vita, sono importanti per raccontare agli altri di se stesse e delle proprie esperienze.

Queste storie, oltre che a influenzare la percezione di sé, costruiscono la realtà e danno alcuni indizi su come agire o su come dare agli altri un supporto per reagire.

Le storie di vita esprimono non solo “chi” siamo, ma anche “come” siamo arrivate ad esserlo!

Alcune sono celebri, ad esempio come quella di Cynthia Nixon che interpreta Miranda in “The Sex and the City”. Lei ha avuto una relazione eterosessuale per 15 anni e due figli, prima di innamorarsi della sua attuale compagna Christine Marinoni, nel 2004.

Oppure la cantante britannica Alison Goldfrapp, che a 40 anni ha iniziato una relazione con la montatrice cinematografica Lisa Gunning.

Poi c’è la star televisiva Mary Portas che, dopo essere stata sposata con un uomo per 13 anni e avuto da lui due figli, si è fidanzata con Melanie Rickey, la redattrice di moda della rivista Grazia.

Alcune donne hanno sempre saputo di essere lesbiche fin da bambine, altre ci sono arrivate più tardi nel corso della loro vita. E io sono felice di condividere qui, alcune testimonianze meno comuni e conosciute:

1. Per Alessia, la rivelazione è arrivata quando aveva 35 anni. Ha conosciuto suo marito all’università, si è sposata con lui a 25 anni e avuto una figlia. Poi, un giorno, parlando con la sua migliore amica, ha realizzato:

“Ma io sono innamorata di questa donna!”

L’idea che potesse essere lesbica non le era mai venuta in mente prima e se qualcuno glielo avesse chiesto anche il giorno prima, lei avrebbe risposto:

“So esattamente chi e cosa sono! E non sono lesbica, né potrei mai esserlo!”

Da quel momento, la comprensione della sua sessualità è cambiata completamente.

Si sentiva in dovere di dirlo alla sua amica, ma la sua attrazione non era ricambiata. All’inizio non era sicura di provare dei sentimenti per le donne in generale, o solo per questa in particolare. Ma gradualmente è arrivata a rendersi conto e a accettare di essere lesbica.

2. Giada, si è resa conto invece che doveva cambiare qualcosa nella sua vita subito dopo aver dato alla luce il suo ultimo figlio. Viveva con il suo compagno, insieme agli atri due figli avuti da precedenti tentativi di etero-normalità.

Racconta di aver avuto spesso delle mini relazioni segrete, mai con uomini, ma solo con donne e di non sentirsi in colpa per questo.

Del resto, ha sempre saputo fin da giovanissima che le piacevano le donne, ma anche che non avrebbe mai potuto dirlo ad alta voce a causa della mentalità rigida della sua famiglia. L’ outing è arrivato alla fine dopo 18 anni, e un po’ si è pentita di non aver avuto la forza di farlo prima!

3. Per Lucia è stato come una specie di rito di passaggio…

Anche se aveva flirtato con alcune amiche durante le superiori, era impegnata da tempo in una relazione monogama a lungo termine, e non aveva mai agito in base al suo interesse o al desiderio di stare con delle donne.

Verso i 30 anni, decise di provare con il marito qualche esplorazione sessuale, andando a un appuntamento con una coppia. Anch’essa sposata.

Si trovarono tutti subito d’accordo e quella notte, si baciò solo con la lei senza andare oltre; probabilmente perché entrambi troppo nervose…

Anche l’altra donna non aveva mai avuto rapporti omosessuali oltre al bacio saffico. Così, decisero che la prima volta per entrambi sarebbe stata senza i rispettivi mariti; volevano solo concentrarsi l’una sull’altra!

Il giorno seguente, dopo aver mandato i suoi figli a scuola, si sentirono al telefono per incontrarsi a casa.

E, dopo essersi avvicinate, si baciarono e iniziarono ad esplorare timidamente e nervosamente i loro corpi.

4. Emanuela invece, ha sperimentato la sua prima volta nel bagno della scuola media, con la sua migliore amica e una compagna di classe. Quando la sua migliore amica è uscita, l’altra l’ha spinta contro la porta e l’ha baciata appassionatamente!

A pensarci, racconta Emanuela, sente ancora le farfalle nello stomaco, perché ogni bacio avuto prima o dopo con qualsiasi altro ragazzo, non è stato niente in confronto a quello che ha sentito quella volta!

5. Cinzia racconta che agli inizi non era molto sicura della sua identità. Stava uscendo con un’amica di liceo da qualche mese, e sapeva anche che era lesbica.

Un sera stavano facendo un pigiama party, come del resto accadeva spesso nei fine settimana, quando questa ragazza l’ha baciata all’improvviso!

Da quel momento in poi hanno iniziato a fare sesso regolarmente. Dopo di lei, ha avuto solo relazioni con donne.

Come faccio a sapere se sono lesbica?

In realtà penso non sia molto importante sapere cosa ti possa far dubitare della tua sessualità. Perché ciò che conta a mio avviso è sapere che sei amata e che esistono delle comunità che vogliono vederti felice in qualunque identità ti voglia affermare!

Ma, se per te è davvero così necessario darti un etichetta ancor prima di capire il proprio orientamento sessuale, rispondere ad alcune semplici domande può aiutarti:

  • I tuoi sentimenti sessuali per le donne sono più forti che per gli uomini?
  • Preferisci essere baciata da una donna o da un uomo?
  • Sei fisicamente più attratta dalle donne o dagli uomini?
  • Le tue fantasie sessuali riguardano uomini o donne?
  • Con quale sesso ti piacerebbe pensare ad un futuro?

Sono lesbica se ho fatto un sogno piccante con qualcuno dello stesso sesso?

Il tuo sogno, da solo, non è una ragione sufficiente per dubitare della tua sessualità o per iniziare a identificarti come lesbica. Fare sesso con qualcuno in un sogno non è la stessa cosa che essere lesbica.

Ci sono molte altre ragioni per cui potresti fare un “sogno sessuale lesbico”, che non hanno nulla a che fare con il tuo orientamento sessuale.

Per dirne alcuni:

  • Hai guardato “Grey’s Anatomy” o qualsiasi altro film o serie televisiva che presentava una relazione lesbica con un bacio o una scena di sesso.F
  • Hai guardato del “porno lesbico” di recente.
  • Magari hai parlato con la tua migliore amica lesbica di una recente avventura sessuale.
  • Hai passato del tempo con una donna lesbica che ammiri molto.
  • Hai fantasticato di avere delle effusioni con una donna anche se, in realtà, non vuoi fare sesso saffico.

Se ti senti particolarmente presa alla sprovvista dal tuo sogno sessuale, potresti provare a sfruttarlo per esplorare la tua sessualità in altri modi.

Ma, se dopo aver fatto un sogno sessuale stai cercando su Google la risposta alla domanda: “Sono lesbica?”, no, non lo sei!

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Esiste un test da fare per sapere se sono lesbica?

 

 

Nel 1948, il ricercatore sessuale statunitense Alfred Kinsey sviluppò la “scala di valutazione del comportamento eterosessuale e omosessuale dell’uomo”, conosciuta anche come la Scala Kinsey.

Mentre nel 1953, nel secondo rapporto, aggiunse anche il “comportamento sessuale della donna”:

  • Le donne: il 7% delle donne single tra i 20–35 anni e il 4% di donne tra i 20 e i 35 anni sposate, ottenne un punteggio di 3 sulla scala. Dal 2% al 6% delle donne di età tra i 20 e i 35 anni ottenne un punteggio di 5. Mentre tra l’1% e il 3% di donne non sposate tra i 20 e i 35 anni ottenne un punteggio di 6.
  • Gli uomini: quasi il 46% dei soggetti maschi aveva “reagito sessualmente” con persone di entrambi i sessi nel corso della vita adulta e il 37% aveva avuto almeno una esperienza omosessuale. L’11.6% degli uomini tra i 20-35 anni ottenne un punteggio di 3. Il 10% dei maschi intervistati che erano stati più o meno esclusivamente omosessuali per almeno tre anni nell’età tra i 16 e i 55 anni, ottenne un punteggio tra il 5 e il 6 della scala.

La scala non era intesa per tenere conto dell’identità sessuale degli individui (eterosessuale, bisessuale o omosessuale) o progettata per essere un quiz in modo da determinare il proprio “vero” orientamento sessuale, ma per capire ed acettare il cambiamento e la fluidità nella sessualità degli individui.

Si basava piuttosto su un metodo di autovalutazione riguardo alla propria esperienza individuale, e il numero sulla scala poteva cambiare man mano che la propria sessualità si sviluppava.

Il termine “Test della scala Kinsey” ad oggi è ancora comunemente usato, ma non esiste un test effettivo basato su questo metodo. Tuttavia ci sono vari quiz online che puoi provare a fare, anche se non sono supportati da dati certi.

Personalmente però non credo che spuntare una casella associata a una particolare identità, possa rivelare chi tu voglia essere nella vita.

È abbastanza comune essere insicure, specialmente per alcune donne che credono di essere eterosessuali ma a volte, più avanti nella vita, si innamorano di una donna. E scoprire quindi che essere lesbica, potrebbe risultare diverso rispetto a qualunque aspettativa!

La Scala di Kinsey ha delle limitazioni?

Tralasciando che è stata elaborata nel 1848 quando le persone erano molto più chiuse mentalmente, la scala ha numerosi limiti.

  • Non tiene conto delle differenze tra orientamento romantico e sessuale

È possibile essere attratti sessualmente da persone di un genere, e romanticamente attratti da persone di un altro. Questo è noto come orientamento misto o incrociato.

  • Non tiene conto dell’asessualità

Mentre c’è una “X” sulla scala Kinsey per descrivere “nessun contatto o reazione sociosessuale“, non rappresenta necessariamente qualcuno che ha avuto relazioni sessuali… ma è asessuale.

  • Il disagio nell’identificarsi in un numero su una scala

Ci sono solo 7 punti sulla scala, ma esiste una diversità molto più ampia quando si tratta di orientamento sessuale.

Ci sono probabilmente infiniti modi per provare l’attrazione sessuale.

Due persone che sono il numero 3 sulla scala Kinsey, ad esempio, possono avere storie, sentimenti e comportamenti sessuali molto diversi. L’appiattimento in un unico numero non tiene conto di tali differenze!

  • Presuppone che il genere sia binario

Non tiene conto di nessuno che non sia esclusivamente maschile o esclusivamente femminile.

  • Posiziona la bisessualità tra l’omosessualità e l’eterosessualità

Secondo la scala Kinsey, quando l’interesse per una persona di un genere aumenta, l’interesse per una persona di un altro diminuisce. Come se fossero due sentimenti in competizione e non esperienze indipendenti l’una dall’altra.

La bisessualità è un orientamento sessuale a sé stante!

Devo dire a tutti che sono lesbica?

Sì, a meno che tu non voglia e non ti senta abbastanza sicura nel farlo.

A quali implicazioni posso andare incontro se non condivido il mio orientamento sessuale?

Condividere che sei lesbica, può aiutarti a trovare e connetterti con altre persone dello stesso orientamento.

Questo è un vantaggio importante, considerando che la comunità è essenziale per costruire la resilienza e supportare la tua salute mentale.

Quando hai ricevuto supporto, condividere che sei lesbica può anche aiutarti a sentirti più te stessa e amata.

Fare outing con qualcuno di cui non ti fidi ciecamente, potrebbe metterti a rischio di molestie o violenza.
Ma anche non uscire allo scoperto comporta dei rischi!

Sia la paura di “rivelarsi”, sia la sensazione di “non poter essere se stessa”, sono dannosi per il senso di sé di una persona e per il benessere psichico a lungo termine.

In quale modo posso fare Outing?

Il modo in cui lo dichiarerai, dipenderà dalla relazione che hai con la persona a cui lo racconti. Potrebbe essere più semplice magari dire qualcosa del genere:

  • “Prima di riagganciare, volevo solo farti sapere che ora mi identifico come lesbica.”
  • “Ero nervosa all’idea di parlarne l’ultima volta che ci siamo visti di persona, quindi te lo scrivo per messaggio: sono molto entusiasta di identificarmi come lesbica”.
  • “Sono lesbica…”
  • “In realtà, non voglio nessun ragazzo! Sono lesbica”.

Sono lesbica: cosa faccio se a qualcuno non piace?

A volte, le persone non rispondono in modo solidale come invece dovrebbero: ridono, usano le persone che hai frequentato o il tuo passato sessuale per darti addosso, oppure ti ignorano…

Ricorda però che sei una donna valida, sei amata e meriti di essere trattata con rispetto!

Se diventano verbalmente o fisicamente violenti e non ti senti più al sicuro, contatta un amico/a o la famiglia.

Oppure il centro LGBT(QIA+) più vicino per trovare un rifugio in cui soggiornare per un po’.

Conclusioni finali

Tornando alla domanda: “Come fai a sapere se sei lesbica?”, lo saprai quando ti innamorerai di una persona con la quale ci sarà un’attrazione mentale e fisica reciproca!

Trascorrere del tempo ad esplorare la tua sessualità, può darti maggiori informazioni su chi sei e cosa desideri nella vita.

Alla fine potresti concludere che “lesbica”, è in effetti un’etichetta che ti si addice. E in tal caso, buona fortuna!

Oppure no. Ma avrai imparato comunque qualcosa in più di te stessa! ❤️

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