Eiaculazione donne

Eiaculazione femminile: come funziona per le donne?

Per ogni domanda che ti sei fatta sull’orgasmo, qui troverai la risposta!

… Incluso anche come raggiungerlo!

Da dove viene? È pipì? E come si provoca? In gergo è conosciuto anche come “squirting”, ovvero l’espulsione durante l’eiaculazione di un fluido dalla vagina, nel momento in cui alcune donne raggiungono l’orgasmo.

La prima volta a 41 anni, Simona ha squirtato con un getto fortissimo in alto:

“Ero sbalordita perché fu incredibile, una quantità enorme! Ho fatto anche una foto della coperta bagnata, in modo da potermi rassicurare sul fatto che fosse davvero successo!”

Cristina di 26 anni, era invece preoccupata per il tappeto:

“Stavo usando il mio vibratore ed ero seduta con le spalle contro la porta della mia camera da letto, nel caso qualcuno avesse provato ad entrare. All’improvviso ho avuto come uno scatto alle gambe e la sensazione di bagnarmi. Fu la cosa più strana mai avuta in vita mia, mi sentivo in preda al panico e mi vergognavo perché non sapevo cosa stesse succedendo. Ho asciugato il tappeto e subito dopo sono andata a cercare su Google delle informazioni al riguardo…”

Da un po’ di tempo infatti, la notizia che alcune donne possono produrre notevoli quantità di liquido dai loro genitali durante l’eccitazione sessuale o l’orgasmo, è stata sdoganata; anche se Ippocrate e il KamaSutra da tempo fanno entrambi riferimento al “seme” femminile durante l’eiaculazione (il primo pensava che aiutasse a creare bambini, il secondo contiene una descrizione dettagliata di quando dovrebbe essere previsto e perché).

Nel diciassettesimo secolo, l’anatomista olandese Regnier de Graaf scrisse un trattato innovativo: il De mulierum organis generationi inservientibus tractatus novus, riguardante gli organi riproduttivi delle donne.
Descriveva questo fluido collegandolo ad una zona erogena all’interno della vagina, molto simile alla prostata maschile.

Ma non è ancora chiaro quante di noi siano in realtà delle “squirters”!

Gli studi moderni stimano che il fenomeno sia riproducibile, anche se in modalità diverse, da circa il 54% delle donne e, secondo una sondaggio online internazionale del 2013 su 320 partecipanti con un’età media di 34,1 anni, la quantità di fluido durante la eiaculazione può variare da circa 0,3 ml (poche gocce) a più di 150 ml (mezzo bicchiere).
Il sondaggio online, durato i 18 mesi, rimane di fatto la più grande raccolta di dati sulla natura dell’eiaculazione delle donne mai percepita, essendo stato diffuso in Germania, Austria, Regno Unito, Italia, Svizzera, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna, Bulgaria, Stati Uniti, Canada, Australia, India, Arabia Saudita, Pakistan, Cina e Iran.

Questo ampio spettro di risultati è dato in parte dalle differenze nel modo in cui gli studi vengono condotti e dalle definizioni; ma molti specialisti considerano l’eiaculazione femminile e lo squirting come cose nettamente diverse!
È un argomento fortemente contestato, che sta ricevendo crescente attenzione man mano che la nostra comprensione del corpo femminile cresce!

Dunque, cos’è il liquido prodotto durante l’eiaculazione e da dove viene?

Eiaculazione delle donne. Che cose è lo Squirt?

Una delle maggiori domande che riguardano lo squirt, è se il fluido misterioso prodotto è semplicemente urina. E alcune ricerche suggeriscono che potrebbe essere giusto…

In uno studio del 2014 operato in Francia, nato dalla collaborazione tra i ricercatori universitari e vari dipartimenti ospedalieri come quello di ginecologia, ostetricia, biologia medica della riproduzione, citogenetica e urologia, ad una parte di donne è stato chiesto di andare in bagno prima dell’attività sessuale, quindi con una scansione a ultrasuoni è stato accertato successivamente che avessero le vesciche vuote.

Dopo l’eccitazione sessuale, gli è stata fatta una seconda ecografia con la quale è stato dimostrato che le vesciche si erano riempite significativamente.

Infine una terza ecografia dopo che avevano “squirtato”, ha rivelato di nuovo che le vesciche si erano svuotate, suggerendo dunque che il liquido che avevano rilasciato proveniva da questa fonte e che probabilmente fosse pipì (o almeno in parte).

Lo squirt proviene dalla vescica, in quanto non esiste alcuna altra struttura all’interno di quell’area anatomica femminile in grado di trattenere quel liquido e spingerlo con tanta forza. Durante l’orgasmo, i muscoli si rilassano e rendono difficile trattenere l’urina, quindi viene rilasciato attraverso l’uretra.

La rivoluzione del punto G

L’analisi scientifica dei fluidi espulsi condotta dalla sessuologa americana Beverly Whipple nei primi anni ’80 (e quindi da altri studi successivi riportati nel suo libro intitolato “Il punto G. Tutte le verità sull’orgasmo”, ha scoperto però che l’urea e la creatina, costituenti chimici della pipì, erano presenti solo a livelli molto bassi.

Hanno anche rilevato sostanze aggiuntive che di solito non ci si aspetterebbe, una di queste era l’antigene prostatico specifico o PSA.

Negli uomini il PSA è prodotto dalla prostata. Anche i corpi delle donne contengono tessuto prostatico, in strutture note come ghiandole dello Skene o ghiandole parauretriche, che si trovano sulla parete anteriore della vagina, e alcuni studi dimostrano che esse drenano attraverso i condotti nell’estremità inferiore dell’uretra.

Degli specialisti adesso credono che queste ghiandole giochino un ruolo cruciale nell’aiutare a creare il fluido che si libera durante lo squirting.

“I diversi livelli di sviluppo e dimensioni di queste ghiandole tra individui, possono parzialmente spiegare perché alcune donne a volte hanno un’eiaculazione incredibilmente copiosa mentre altre no…”, afferma l’educatrice sessuale Samantha Evans.

La paura psicologica di essere viste è ciò che trattiene molte donne dallo squirtare, piuttosto che la presenza di ostacoli fisici che impediscono di farlo. Il liquido tende ad essere chiaro, non giallo, e non ha lo stesso odore o sapore della pipì.

“Come ex infermiera, ho avuto numerosi incontri ravvicinati con l’urina e non penso che siano le stesse cose!”, aggiunge la Evans.

In generale, le donne che squirtano sono d’accordo nel farlo!

“Ci sono casi in cui ho squirtato e ho ancora avuto bisogno di farlo subito dopo…”, racconta Marisa, 30 anni.

“Il mio liquido è incolore, anche se quando sono piuttosto disidratata il fluido cambia, diventando invece scuro…”, aggiunge Noemi di anni 25.

Alcuni scienziati hanno anche suggerito che lo squirting potrebbe avere uno scopo oltre il piacere: una sorta di antidolorifico per le donne a cui scappa la pipì dopo il sesso. Altri hanno ipotizzato invece che il liquido eiaculatorio potrebbe far espellere i batteri nocivi dall’uretra dopo che si sono fatti strada durante il rapporto, aiutando così a prevenire le fastidiose infezioni del tratto urinario.

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Bene, adesso vorrei provare anche io! Ma Come?

Dove si deve stimolare per il punto G?

Molte donne che riescono nell’eiaculazione a “getto”, affermano che avviene dalla stimolazione il punto G: un’area di circa 5-8 cm all’interno della vagina. Si trova sulla parete anteriore (quindi verso l’ombelico, non sulla schiena) e talvolta questa è leggermente più ruvida.

Piuttosto che esistere come una discreta struttura anatomica in sé, il punto G è ampiamente considerato più come una “zona” attraverso la quale le ghiandole di Skene possono essere massaggiate, insieme alle parti interne e nascoste del clitoride.
È come un iceberg: la testa che puoi vedere all’esterno del corpo è semplicemente la punta di un organo molto più grande che si estende verso il basso attorno al passaggio vaginale.

“Chiedo al mio partner di massaggiare il punto G con le dita usando un movimento particolare con una pressione decisa; mentre i sex toys appositamente inclinati rendono più facile per me ottenere lo stesso effetto quando sono da sola!”, afferma Alice (34 anni).

“Se continuo a usare il mio vibratore dopo aver raggiunto l’apice dell’eccitazione, riesco a squirtare. È comunque sempre una sensazione intensa, quasi travolgente; devo superare quello che sembra un bisogno di urinare, ma dopo adoro quanto sia primordiale e liberatorio sentire questo fluido uscire dal mio corpo!”, rivela Daniela, 23 anni.

Qualche suggerimento? Metti prima un asciugamano!

E, poiché siamo fatti in modo diverso, ricorda che non a tutti piace davvero questo tipo di stimolazione. In effetti, alcune di noi trovano che la caccia al punto G sia decisamente scomoda:
assicurati dunque di sperimentare questa tecnica prima tu su te stessa per il tuo piacere, e non perché ti senti sotto pressione dalle richieste del partner. E indubbiamente fermati, se non ti stai divertendo…

Ma si deve esercitare una pressione in un punto ben preciso per ottenere queste “acrobazie acquatiche”?

Come si fa a squirtare? Eiuaculazione donne

Alcune donne ritengono che ci siano da parte dei loro partners, che potrebbero aver visto della pornografia a tema squirting, grandi aspettative. Come se dovesse emulare le Cascate del Niagara!

“Ho incontrato ragazzi che pensano che le ragazze possano produrre geyser su richiesta a causa di ciò che hanno visto nei film porno”, afferma Tiziana.

Se ricerchiamo la parola “squirt” su uno dei più popolari siti porno, questa porta a oltre 110.000 risultati. Anche se è interessante sottolineare, dati alla mano, che le donne hanno il 44% in più di probabilità di cercare materiale sull’eiaculazione femminile rispetto ai maschi…

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Le stesse attrici porno riferiscono che c’è una crescente richiesta di lavoro per loro se in grado di eiaculare.
Silvia Saige ha lavorato nel porno per quattro anni e dice:

“Viene sempre più richiesto e la carriera di una donna può prendere una ripresa finanziaria se riesce a squirtare. Non vengo assunta per lavori che prevedono in particolare lo squirting, perché non è qualcosa che posso garantire che accadrà con il mio corpo.”

Altri artisti, che allo stesso modo non possono essere sicuri di squirtare, adottano invece dei trucchetti come le docce vaginali:
ovvero riempirsi d’acqua e poi contrarre i muscoli vaginali per catapultarla teatralmente all’esterno.
Pertanto, ciò che gli spettatori vedono sulla fotocamera e cercano di copiare a casa, potrebbe non essere del tutto fattibile.

Le donne possono anche ritenere di dover diventare tubi ad alta pressione perché loro o i loro partner credono erroneamente che lo squirting sia “superiore” ad altri tipi di orgasmo e un segno estremo di successo carnale.

“Alcune persone vedono inutilmente l’eiaculazione femminile come il Santo Graal del piacere sessuale; ciò riflette la nostra relazione storica con il sesso come società: spesso lo vediamo come basato sugli obiettivi; qualcosa da raggiungere o un’abilità da praticare, piuttosto che qualcosa da sperimentare e godere per le donne…”, afferma Karen Gurney, psicologa clinica.

Ma mentre alcune persone inseguono disperatamente lo squirting perché l’hanno visto nei film XXX e pensano che li faccia diventare amanti di classe A+++, altre si trattengono e si sentono mortificate quando succede a causa dello stigma e della paura.

“Ho conosciuto donne che si vergognano profondamente del fatto che questo accadesse loro, poiché ritenevano che questa tipologia di eiaculazione fosse insolita.
Avevano la sensazione che il partner rimanesse scioccato, aumentando così l’angoscia e la vergogna che alcune provano già nei confronti del proprio corpo e della propria sessualità”,
racconta la psicologa Karen.

In sostanza non c’è niente di sbagliato nello squirtare, e non c’è niente di sbagliato nel non farlo. Avvicinarsi con un senso di divertimento di mentalità aperta, non con obbligo o stigmatizzazione.
Questo è il modo corretto!

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