Sai cosa è davvero la ninfomania e come puoi gestirla?

Sai cos’è davvero la ninfomania e come puoi gestirla?

Cosa è, cause, sintomi e rimedi…

Te lo chiedo, perché può esserti capitato di domandarti se tu possa esserne affetta. Il motivo?

Potresti provare delle forti pulsioni sessuali ad esempio, o avere voglia di masturbarti praticamente ogni giorno…

I tabù, l’ignoranza (degli altri) e l’ansia, potrebbero quindi farti mal interpretare la faccenda!

Confrontandoti con i tuoi amici maschi, difficilmente ne verresti a capo. Anche perché se chiedi loro cosa è davvero la ninfomania, ti risponderanno con molta probabilità che si tratta di una qualcosa equiparabile a un mito, ma nel senso di una di quelle fantasie erotiche come ad esempio il sesso a tre.

La verità è che quando ci si riferisce alla ninfomania (cos’è, come riconoscerla per gestirla e come risolvere il problema), affrontiamo qualcosa di molto delicato!

Nello specifico, stiamo parlando di una situazione che può anche provocare ansia e sofferenza nella donna.

Non mi sto riferendo a un desiderio, o meglio a un appetito sessuale che potrebbe fare di te una bomba sexy. Intendo parlare di quella vera e propria dipendenza che va innanzitutto riconosciuta e affrontata.

L’importante è capire prima di tutto di cosa stiamo parlando! E, a seconda del grado e soprattutto della tipologia con la quale si presenta, può anche essere integrata in maniera positiva nel rapporto di coppia o anche nell’autoerotismo.

1. Quali sono le cause della ninfomania?

Cos’è davvero la ninfomania? Innanzitutto il termine “ninfomania” è una definizione presa in prestito dalla mitologia greca. Con questa parola si indicavano infatti le ninfe, creature appunto mitologiche e dagli appetiti insaziabili.

La parola però indica anche le piccole labbra. Fin qui tutto bene, se non fosse per quel suffisso “mania”, che si traduce come “follia” o “dipendenza”.

Una donna ninfomane infatti, ha letteralmente bisogno di fare sesso a prescindere dal momento della giornata o dalla relazione che ha con qualcuno. Naturalmente in questi casi è bene capire il motivo di questa compulsione, e farsi aiutare con una terapia mirata.

Al di là di situazioni limite però, e con questo voglio tranquillizzarti se per caso ti stai chiedendo: “Sono ninfomane?”, esiste tutta una sfera di gradazioni nelle quali puoi riconoscerti.

Partiamo!

Ninfomania: usare il sesso per scaricare l’ansia

Potrebbe darsi che per te il sesso sia uno scarico per l’ansia, che non ha nulla a che vedere con l’amore. È sempre bene prestarci attenzione, e non perché ci sia qualcosa di sbagliato, ma essere consapevoli dei propri stati mentali è necessario per non farsi paranoie e vivere il sesso in libertà.

Potresti concentrarti sull’autoerotismo per rilassarti, e allora l’uso dei sex toys farebbe al caso tuo!

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Ninfomania: usare il sesso per tenere a distanza l’amore

Differentemente, più che come ninfomania il tuo desiderio potrebbe essere configurato come voglia di trasgredire e di tenere a distanza l’amore. In questa situazione dovresti chiederti perché le relazioni ti spaventano.

Al contrario, nulla vieta di viverti una storia con un amico con il quale goderti il sesso a 360 gradi.

Se invece percepisci che c’è qualcosa di più profondo e contro il quale non riesci a importi, è bene approfondire!

2. Ninfomania, quali sono i principali sintomi?

Fino al 1995 l’American Psychiatric Associtaion includeva la ninfomania tra le patologie psichiatriche, mentre dopo quella data l’ha inclusa tra i disturbi dell’ipersessualità.

Affinché si possa essere definite ninfomani però, è necessario che si verifichino le seguenti condizioni:

  • masturbazione compulsiva;
  • rapporti sessuali frequenti che però non soddisfano;
  • presenza frequente di anorgasmia o frigidità.

Come vedi dunque, se hai degli orgasmi durante i rapporti, viene già a decadere uno dei fattori chiave.

Però spesso la ninfomania nasconde una insoddisfazione profonda verso il sesso stesso, ed è questo che va compreso.

C’è qualcosa che non ti soddisfa? Ti masturbi dopo un rapporto sessuale che non ti ha appagata? Senti di non poter esprimere le tue fantasie? Sono tutte domande importanti da porti e, spesso, arrivare alla risposta risolve già il problema.

Se invece senti che la tua compulsione è più profonda, puoi affrontare il problema rivolgendoti con fiducia a un terapeuta o a un sessuologo esperto, con sedute individuali o di gruppo.

3. Come gestire al meglio la ninfomania?

L’obiettivo, è quello di lavorare sulle cause della ninfomania per creare nuovamente un equilibrio tra sessualità e relazioni intime.

In genere, quando ci si rivolge ad uno specialista come uno psicologo clinico o un sessuologo che sia anche psicoterapeuta, due sono gli approcci previsti:

  • la psicoterapia individuale: in questo caso conta anche l’orientamento del terapeuta, che può andare da quello tradizionale analitico, con la ricerca di eventi traumatici legati al passato o a qualche tipo di transfert non risolto, oppure più moderno come quello dell’approccio cognitivo-comportamentale. In questo secondo caso il terapeuta cercherà di smascherare le credenze che si hanno sul sesso dal lato cognitivo, per riformularle. Ad esempio, potrebbe aiutarti a capire in che modo il sesso viene vissuto (se come scarica, se come rifugio o se come ricerca del brivido) e via via modificare i comportamenti associati. 
  • la psicoterapia di gruppo: molto beneficio sembrano trarre le persone da questo approccio per capire cos’è davvero la ninfomania. Si tratta di quello che viene definito metodo dell’auto aiuto. Di certo il confrontarsi con altre persone con lo stesso disagio aiuta molto a non sentirsi strani o isolati, e in questi casi confrontare la propria situazione con quella di persone che si trovano avanti sul cammino della guarigione dona fiducia e anche suggerimenti pratici da seguire.

Nei casi più ostinati, è lecito il ricorso a farmaci come antidepressivi e stabilizzatori dell’umore per la gestione dei disturbi mentali e fisici che derivano dalla ninfomania. Ma in tal caso sarà il medico psichiatra o il medico sessuologo e non lo psicologo a prescriverli. Oppure, per situazioni davvero gravi, sarà necessario il ricovero in cliniche specializzate.

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